Colori sgargianti, forme geometriche, personaggi fantastici… entriamo nel mondo di Davide Bart Salvemini

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Forme, colori, storie di pirati, storie che rimandano ad altre storie, tutto è in connessione e pensato per arrivare al lettore. Sfogliare e leggere Kaleido è stata un’esperienza del tutto nuova per me. Abituata con le classiche graphic novel, Kaleido mi ha invece condotta su un nuovo pianeta, un tuffo in colori sgargianti, forme geometriche che prendono vita, personaggi fantastici. Davide Bart Salvemini ci accompagna nel suo mondo, per mano, con delicatezza e permette di guardarci intorno, per capire e per capirlo. Allora conosciamo meglio chi è Bart e proviamo a entrare in punta di piedi nel suo fantastico mondo.

Buongiorno Bart, raccontaci un po’ di te, chi è Bart e che cosa gli piace? Buongiorno a te. Bart è un orso che si aggira in una foresta incantata fatta di strane creature e piante lisergiche. Ama viaggiare con la mente cercando diverse sfumature con cui vedere la realtà. Si perde spesso in racconti leggendari intorno al fuoco, lasciandosi andare in bizzarri aneddoti sulla legge fisica.

Quando hai capito e da cosa hai capito che la tua strada era disegnare, diventare fumettista? C’è stato un evento scatenante? La miccia è stata la prima e lunga collaborazione con i locali Bronson e Hanabi di Ravenna, con cui ho progettato tantissimi poster che mi hanno dato la possibilità di studiare le diverse sfumature della comunicazione. L’hobby si è trasformato così in lavoro, diventando pura dipendenza. Il mio sogno è stato sempre quello di poter scrivere un romanzo o dirigere un film, il fumetto è la fusione tra i due: un potente linguaggio completamente malleabile, che mi ha folgorato fin da subito.

Chi o cosa ti ha ispirato e ti ispira nei tuoi lavori? Spesso il mio lavoro trae ispirazione dal cinema e dai romanzi ma se si parla di segno, tutto nasce dall’underground americano mescolando insieme Jim Woodring, Jesse Jacobs, Charles Burns e Michael deForge. Credo che le loro composizioni siano la perfetta fusione tra grafica e narrazione: un aspetto fondamentale nella mia ricerca.

Street art, video musicali, locandine, graphic novel.. tanti lavori, tanti modi differenti per esprimerti, in quale ti ritrovi di più? Più ci penso e più mi accorgo che non ci sono preferiti. Ognuno ha portato con sè un’evoluzione negli altri. Ultimamente mi sono concentrato molto sull’animazione di videoclip musicali, un media interessantissimo su cui c’è molto da studiare, che permette interazioni fantastiche con la fotografia e il design.

Come ci si sente di fronte a un lavoro da iniziare da zero? La fase progettuale è sempre la più eccitante. Gli appunti, gli schizzi si fondono insieme in un flusso fantastico di idee. Amo gli sketchbook, e riguardandoli a lavoro finito, ti stupisci nell’osservare la rappresentazione grafica del flusso dei pensieri.

Io ti ho conosciuto tramite la tua prima graphic novel, Kaleido, come ti sei sentito e cosa hai pensato quando l’hai avuta tra le mani stampata e pronta per essere letta dai tuoi lettori? E’ stato un viaggio bellissimo, il mio primo graphic novel a cui ho dedicato tutte le mie energie di quel periodo. Vederlo stampato, li nelle librerie, è stata un’emozione fortissima, come quando si raggiunge un piccolo obiettivo. Spero che i lettori amino Kaleido come l’ho amato io, perdendosi nelle sue piccole sfaccettature temporali.

Sfogliando Kaleido, ancor prima di leggerlo, sono rimasta affascinata e attratta a primo impatto dalle forme e dai colori sgargianti, penso siano proprio i primi particolari che saltano agli occhi e dall’altra è stata un’esperienza del tutto nuova per me, non mi ero mai approcciata a una graphic novel del genere. Ma dicci, da cosa nasce tutto questo? Queste forme, questi colori cosa rappresentano per te? E cosa vuoi trasmettere? La matematica è il linguaggio universale con cui si può descrivere praticamente ogni evento davanti ai nostri occhi. Quello dei colori è forse il più primitivo: l’origine di qualsiasi significato o simbolo. Attraverso il colore possiamo alimentare l’istinto nascosto di ognuno di noi, giocando con le emozioni senza essere troppo descrittivi e banali. Quando progetto, parto sempre dai colori, studiando le varie palette per rispondere meglio ad ogni commissione. Kaleido è un insieme di giochi prospettici in cui tante storie si amalgamo in un’unica ancora più grande; i colori sono le mappe indispensabili per non perdersi in questi viaggi. Pensare a questa storia senza colori, sarebbe stato come pensare l’Universo senza il nero.

Cosa rappresentano per te le storie e cosa significa per te raccontarle? Le storie, insieme al disegno, sono per me fasi meditative con cui risolvere pensieri e problemi quotidiani. Kaleido è nato dopo un periodo di forte stress durato un anno. Il lavoro che ho fatto sul vedere la realtà da diverse prospettive, è diventato il fil-rouge che lega con sé tutte le storie di questo libro. Con il racconto si combattono i propri demoni, si arricchiscono i pensieri e si trovano nuove e curiose soluzioni per risolvere ogni problema.

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